INTRODUZIONE ALLA FITOTERAPIA ENERGETICA

“Come è più difficile a 'ntendere l'opere di natura che un libro d'un poeta”
Leonardo Da Vinci

La fitoterapia (a volte anche impropriamente definita fitomedicina) è, in senso generale, quella pratica terapeutica umana comune a tutte le culture e le popolazioni sin dalla preistoria, che prevede l'utilizzo di piante o estratti di piante per la cura delle malattie o per il mantenimento del benessere.

Data l'antichità di questa pratica, che con tutta probabilità rappresenta il primo esempio di pratica terapeutica umana, e data la sua generalizzata distribuzione geografica, è impossibile dare una descrizione di essa in termini di un sistema terapeutico specifico (come ad esempio è possibile fare per l'omeopatia).

Piuttosto è sensato dire che l'utilizzo terapeutico delle piante si ritrova in tutti i sistemi terapeutici umani, da quelli più antichi e basati su osservazione ed empiria, a quelli più sofisticati e con livelli di complessità teorica elevata, fino alla moderna biomedicina.

I preparati a base di erbe officinali come strumenti alternativi o complementari di cura rispetto ai metodi della medicina convenzionale hanno conosciuto in Italia nell'ultimo decennio una sempre maggiore diffusione.  In verità vi sono vari modi di impiegare le piante a scopo salutare o terapeutico. Per spiegare quello da noi adottato occore partire dalla definizione stessa di piante officinali.

LE PIANTE OFFICINALI

Le piante e le erbe officinali derivano il loro nome dalla parola latina officina con riferimento agli antichi laboratori farmaceutici per l'estrazione di droghe tradizionalmente usate nella medicina popolare.

L'espressione piante officinali, così come è utilizzata nel linguaggio comune, oggi identifica sia le piante medicinali sia le piante aromatiche. La legge n.99 del 6 gennaio 1931 recita:

Per piante officinali si intendono le piante medicinali, aromatiche e da profumo. L'espressione piante medicinali comprende ogni vegetale che contiene, in uno o più dei suoi organi, sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o che sono i precursori di emisintesi chemio-farmaceutiche (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Le piante aromatiche da essenze sono quelle piante che per il loro particolari pricipi attivi, vengono usate per rendere più appetibili i cibi, per aromatizzare i liquori ed entrare nella composizione dei prodotti cosmetici.  Principi attivi: olii essenziali, tannini, flavonoidi, antisettici, astringenti, vasoprotettori, attivi sul sistema nervoso centrale.

Noi, diversamente, abbiamo perferito lo studio e l'applicazione del cosiddetto fitocomplesso.

IL FITOCOMPLESSO E LA FITOTERAPIA ENERGETICA

Il fitocomplesso è l'insieme di tutti i principi attivi presenti nei tessuti di una pianta officinale.

Ora, essendo la pianta una "unità terapeutica" nella quale i principi attivi formano dei fitocomplessi caratteristici, l'estratto totale della pianta è molto più efficace che l'utilizzo dei singoli costituenti chimici isolati.

La maniera con cui, poi, abbiamo combinato i principi, si basa su due sistemi millenari: quella della Medicina Tradizionale Cinese e quello alchemico-spagirico della segnatura paracelsiana. Così i fitocomplessi sono usati in rapporto al sapore, alla natura calda o fredda, all'azione sui Merdiani e, ancora, alla forma originale della pianta o di parti curative di essa. Brevemente ricordiamo che i sapori sono cinque più due accessori e sono divisi in sapori yang e yin, quelli yang hanno la capacità di velocizzare, esteriorizzare e far salire l'energia, quelli yin generano l'opposto. Invece la natura calda o fredda  agisce sul dinamismo energetico dell'individuo; le nature sono cinque e divise in yang, calde e tiepide (con capacità ipertoniche ed acceleranti), e yin, fredde o fresche (con capacità opposte), vi è anche una natura neutra con capacità armonizzante, inerte e tonificante. Ancora avremo la tendenza, cioè la capacità di indurre le proprie peculiarità energetiche nelle quattro direzioni: alto, basso, esterno e interno; l'innalzamento, porta le caratteristiche dell'elemento nelle parti superiori del corpo, l'abbassamento, le porta nelle parti inferiori, un alimento interiorizzante porta le sue caratteristiche all'interno, quello esteriorizzante le porta alla cute.

La quinta caratteristica è il  tropismo per i canali energetici, la capacità di un alimento a dirigere le sue energie verso uno o più meridiani, in tal modo si possono scegliere i rimedi in funzione a determinati effetti energetici e su particolari organi o funzioni.

LA "SEGNATURA"

Circa la segnatura allusioni a questa teoria sono presenti in alcuni scritti di Galeno, ma  e' solo con la pubblicazione del libro di Jacob Boehme "Signatura Rerum" che la filosofia prese forma. Jacob Boehme non era un uomo colto: faceva il calzolaio e viveva a Goerlitz, in Germania. Si racconta che venne preso da una sorta di illuminazione e espose le sue idee nel libro "Aurora", pubblicato nel 1612.

Come risposta, venne dapprima allontanato dalla sua citta' per poi esserne riaccolto a patto che non scrivesse altri libri. e' inutile dire che Jacob non fu in grado di mantenere la promessa: si trasferi' percio' a Praga dove mori' nel 1624, dopo aver pubblicato altri due libri sull'argomento e diversi trattati.

La prima persona che guardo' alle teorie di Boehme come qualcosa di diverso dalla semplice meditazione spirituale fu Paracelso. Questi, considerato il padre della chimica, si adopero' molto affinche' la dottrina della segnatura avesse un'impronta medico-scientifica.

In parole povere, questa dottrina si basava sulla convinzione che tutto cio' che era presente in natura fosse ad uso e consumo dell'uomo e, per farne capire l'utilizzo, il Creatore aveva posto un segno su ogni pianta. Secondo la teoria della "segnatura", veniva ricercata nei segni esterni, nella forma e nelle caratteristiche delle piante il tipo di energia cosmica di cui era compenetrata e attraverso la ricerca di analogie, si cercava di risalire al suo potere curativo.

Paracelso riprese la fondamentale concezione ermetica secondo cui l'uomo (microcosmo) è specchio ed immagine fedele dell'universo (macrocosmo) ed enucleò una serie di nozioni per formarsi una concezione olistica e completa della vita e della conoscenza, dell'uomo e della malattia.

In questo modo il chelidonio rosso è pianta che cura il sangue, l'anemone, con fiori identici al fegato, cura le disfunzioni di questa ghiandole, l'amamelide, simile ai genitali femminili, tratta l'utero e così via.

CONCLUSIONI

Riunendo lo studio dei principi attivi, l'attenzione sulle modalità di azione e sui eventuali effetti collaterali e controindicazioni, con la ricchezza delle conoscenze tradizionali ed empiriche accumulatesi nelle varie culture nel corso di migliaia di anni, apportatrici di una visione globale e più allargata dell'uomo, della salute e della malattia, abbiamo intenzione di offrire rimedi diversi e più incisivi per la tutela del benessere umano.

Prof. Carlo Di Stanislao